Il monumento ai Caduti. Guerra 1915-1918

Nel 1918 il sindaco di Magliano Sabina, Antonio Tancredi, costituì un Comitato per l’erezione del monumento in ricordo dei «soldati Maglianesi caduti gloriosamente per la patria». Ebbe inizio così la raccolta dei fondi, ricorrendo anche a veglioni di beneficienza oltre che al contributo dei cittadini. L’incarico per la realizzazione della scultura commemorativa venne affidato all’artista Amleto Cataldi (Napoli 1882- Roma nel 1930). Lo scultore rispondeva al gusto della borghesia e alla classe dirigente dell’epoca per la retorica nazionalistica e celebrativa di guerre vittoriose. Cataldi. originario della Ciociaria, infatti, fu incaricato di erigere monumenti pubblici in molte città italiane (Foggia, San Benedetto del Tronto, Lanciano, Fossacesia, Fontanellato, ecc.) e a Roma. Recentemente è stato rivalutato come uno dei più significativi artisti del ‘900, tanto che dal 9 maggio 2014, all’ingresso della Casina Valadier, all’interno di Villa Borghese, gli è stato assegnato l’odonimo Largo Amleto Cataldi. I rapporti con il comitato maglianese non furono idilliaci, comunque l’opera fu inaugurata il 16 ottobre 1921.

Il monumento rappresenta un soldato in divisa con il braccio destro ad ansa, mentre con il sinistro impugna una bandiera, il viso appare corrugato e solenne. Il monumento è situato in viale XIII Giugno, davanti all’edificio delle scuole elementari dentro un’aiuola. Da notare che sui lati del basamento della statua sono elencati tutti i caduti maglianesi della Guerra 1915-1918 e sul lato verso la strada si trova scritto in alto: «Magliano Sabino per onorare e ricordare i suoi caduti», in basso altra scritta: «La città senza spalti e senza porte avea l’inespugnabile cintura te giovinezza. Guerra 1915-1918».

Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale la statua rischiò di essere fusa, in quanto il Consiglio dei Ministri aveva dato l’ordine di abbattere tutti i monumenti in bronzo (1942), di modo che il materiale potesse essere utilizzato per gli armamenti. Grazie all’intervento del podestà Marcellino Genovesi, che ricorse ad un esperto, il quale dichiarò: «… il monumento ai caduti è opera dello scultore Amleto Cataldi; presenta un certo interesse artistico e non vi è molta possibilità di sostituire la statua con altra di marmo (come avrebbe voluto il governo, ndr), si chiede che non venga fatto luogo alla sua rimozione» [lettera indirizzata al Regio Prefetto di Rieti, che ne aveva fatto richiesta]. L’opera di Amleto Cataldi fu salvata probabilmente anche per intercessione del maglianese onorevole Valentino Orsolini Cencelli.