La Grande Guerra vissuta da Magliano Sabina

Le scadenze celebrative nascondono spesso alcune insidie possibilmente da evitare: la più conclamata è la retorica, o meglio l’uso che di essa se n’è fatto per ragioni politiche in chiave demagogica. Altro pericolo da evitare è l’opposto del primo, cioè quello di indagare proponendosi un’analisi partendo da un punto di vista ad ogni costo originale. Non è facile uscire da questa strettoia. Per evitarlo gli intenti sono quelli di mettere in uso le testimonianze e i documenti al fine di permettere loro di “parlare”, di essere ascoltati con dovizia, per essere poi utilizzati il più possibilmente senza orpelli di sorta.

Perciò la condotta metodologica non può essere elusa quando si deve affrontare un tema storico; se poi l’argomento è la Celebrazione della Prima Guerra Mondiale nel Comune di Magliano Sabina, con inevitabili tentazioni municipalistiche, diventa necessariamente rigorosa e convincente. Diviene obbligatorio allora tracciare un quadro sotto specie di campionatura, di paradigma, magari senza pretese, comunque all’altezza, che tende a consolidare la coesione sociale e l’identità culturale di una comunità nella quale il tessuto della propria memoria si va gradualmente assottigliando.

Questi sono sostanzialmente gli intenti che governeranno le celebrazioni che prenderanno il via il 9 giugno al “Teatro Manlio” di Magliano Sabina in un incontro al quale parteciperanno lo storico Giuseppe Parlato, la professoressa Marica Salvitti della Fondazione Nenni e il soprascritto, responsabile dell’Archivio storico comunale.

I temi trattati riguarderanno il passaggio dall’interventismo al fascismo (Giuseppe Parlato), artisti e gente comune durante la guerra (Marica Salvitti), mentre i riflessi sulla società maglianese durante la Grande Guerra sono stati affidati a me.

Affronterò l’argomento sezionandolo in tre parti: a) Magliano prima della guerra; b) Magliano durante la guerra; c) caduti dopo la guerra. Ho definito il lavoro un “documentario” nel significato etimologico del termine in quanto poggia su documenti d’archivio, foto d’epoca (archivio Lorenzo Ballanti) e tradizione orale.

Ho creduto opportuno prendere l’avvio da un evento locale che ebbe ripercussioni nazionali, cioè i movimenti contadini inizio secolo XX con la conseguente presa di coscienza della classe bracciantile, che portò al potere della gestione comunale nel 1905 i socialisti.

Passerò ad esaminare le istituzioni presenti a Magliano in questo periodo, i servizi scolastici e pubblici; un punto fondamentale verrà rappresentato dalle condizioni socio-economiche della società maglianese e come queste si modificheranno ed entreranno in crisi dopo lo scoppio del conflitto. Infine, nel dettaglio si parlerà dei molti maglianesi costretti ad andare in guerra e si ricorderanno gli oltre ottanta, che persero la vita.

Coordinerà il consigliere delegato Stefano Tomassini.