Il voto per la Repubblica e per il Comune a Magliano

Il 2 giugno 1946 l’esito del Referendum per scegliere la Repubblica o conservare la Monarchia non lascia alcun dubbio: due maglianesi su tre scelsero la Repubblica (con 1731 voti pari al 69,41% contro i 763 pari al 30,59%). I votanti furono 2652 per un totale di 2494 voti validi (158 le schede non valide di cui 121 bianche).

La caduta del fascismo (25 aprile 1945) risveglia il ricordo dei movimenti rivoluzionari dei contadini del 1901-1904 e del 1919-1920, che si riflettono sull’esito delle prime elezioni comunali del 2 aprile 1946 a Magliano: il Partito socialista, allora siglato Psiup, ottiene il 30,96%, il Partito comunista (Pci) 26,56%, la Democrazia cristiana (Dc) 25,16. Ciò determinò la netta affermazione della Repubblica sulla Monarchia.

Il quadro politico così delineato ha origine il 13 giugno 1944, allorché il primo carro armato alleato arrivò in piazza Garibaldi ad annunciare che la guerra era finita e che il fascismo era definitivamente cancellato per i maglianesi. Iniziava una nuova epoca inaugurata dalla presenza del Governo Militare Alleato della Bassa Sabina con sede a Forano, comandato dal maggiore H. A. Cunnigham. È lui che insedia a capo dell’amministrazione comunale di Magliano il colonnello Livio Vazio, che subito promuove il 23 giugno una sottoscrizione in denaro a favore delle famiglie più bisognose e sinistrate, quindi provvede affinché la vendita della carne venga razionata di 150 grammi a persona a 15 lire al chilogrammo con un supplemento di mezzo chilo per i malati. Intanto nei Granai del popolo, deposito di derrate alimentari dell’ammasso, gestite dal Consorzio agrario provinciale presso l’ex chiesa di Sant’Antonio, si ammassano quintali di grano per sfamare la popolazione.

Dopo Livio Vazio è sindaco Ernesto Trombetta

Ernesto Trombetta

Il 6 luglio 1944 Livio Vazio prende la decisione di recarsi al nord Italia a fianco degli Alleati e dei partigiani: morirà a Milano il 10 dicembre 1945. Il Governatore della Bassa Sabina nomina, al posto di Vazio, Ernesto Trombetta. Alle ore 19 dello stesso giorno, nel Palazzo comunale di Magliano, avviene l’insediamento del nuovo governatore-sindaco, che forma la prima giunta amministrativa del dopoguerra costituita da Manlio Marini, Leo Vittori, Raul Pagani, Giovanni Trombetta, Vito Rosati e Giuseppe Nulli, legalmente riconosciuta ma formalmente non eletta dal popolo.

Il “nuovo governo” locale pensa subito a soddisfare i bisogni vitali della popolazione: il 10 luglio provvede ai generi alimentari, che la squadra annonaria doveva distribuire alla popolazione nella misura di 60 grammi d’olio d’oliva, 70 grammi di grassi e 15 grammi di formaggio al giorno in base alle tessere della razione individuale. Per la farina era più difficile perché il Consorzio, rimasto sprovvisto da circa venticinque giorni, non distribuiva più farina alla popolazione. Si autorizza allora di prelevare il grano dall’ammasso dai Granai del popolo da distribuire ai maglianesi, ma per la molitura lo si doveva trasportare a Rieti non funzionando più i molini locali e dei dintorni. Soltanto ai primi di settembre entrerà in funzione il molino elettrico della ditta Conti & Dormi in via dei Mo­lini.

Nel frattempo il Comune chiedeva un prestito di 100 mila lire per la riparazione dell’acquedotto e del cimitero danneggiati dai bombardamenti. In via Manlio 46 si insedia un ufficio per i danni di guerra (17 luglio) e si riattiva il cinematografo. Una qualche flebile luce di speranza serpeggiava fra i maglianesi e una certa normalità si poteva anche intravedere. Infatti, si incominciano a trovare grano, orzo e olio d’oliva, verdure e animali da cortile; anche sul piano dei lavori pubblici si ripristina l’acquedotto, ritorna la corrente elettrica dentro le case, ma non quella pubblica e si provvede alla sistemazione provvisoria delle strade. A puro titolo di curiosità, in questo momento (giugno-luglio 1944), a Magliano circolavano 11 automobili, 3 mezzi per trasporto merci e oltre 10 motociclette.

Le prime elezioni comunali

Nonostante il delinearsi del ritorno ad una certa normalità, il 7 agosto il governatore-sindaco Ernesto Trombetta rassegna le dimissioni per impegni familiari. In precedenza si erano dovuti dimettere gli assessori Manlio Marini e Leo Vit­tori per incompatibilità, in quanto membri del consiglio della Banca Popolare Maglianese. A sanare questa situazione zoppa, intervenne il Prefetto Michele Galata, che suggerì di dare una veste più democratica alle istituzioni con l’elezione del sindaco e la giunta. Il rinnovo fu alquanto curioso poiché la scelta dei candidati fu assegnata ai rappresentanti delle corporazioni, al maresciallo dei carabinieri, al notaio e al parroco don Guido Trombetta, fra l’altro figlio del sindaco, che confermarono sindaco Ernesto Trombetta: assessori Raul Pagani, Vito Rosati, Giovanni Trombetta e Giuseppe Nulli, Al posto degli uscenti, Manlio Marini e Leo Vittori, entrarono Enrico Capparuccini e Liberato Pagliani, detto E­vandro (24 agosto1945).

Di nuovo il 9 settembre il sindaco Trombetta rimette le sue dimissioni. Questa volta interviene il presidente del Comitato Comunale di Liberazione Nazionale di Magliano, Riccardo Severini, che lo convince argomentando che le elezioni amministrative a livello nazionale si sarebbero svolte entro breve tempo e inoltre che il Prefetto avrebbe inviato un Commissario con un supplemento di spese per le «già rovinate finanze comunali» (11 settembre 1945).

Nell’aprile 1946 si vota ancora

Infatti, le prime elezioni amministrative in Italia dopo il fascismo si svolsero nell’aprile del 1946, quando fu eletto il primo consiglio comunale del dopoguerra di Magliano composto da: Trombetta Ernesto, Botti Raffaele, Ricci Umberto (detto Alberto), Pagliani Liberato (detto Evandro), Nobili Umberto, Genovesi Luigi, Varasconi Angelo, Ferri Francesco, Genovesi Francesco, Tramini Francesco, Romei Vincenzo, Agostinelli  Tullio, Grimani Olimpio, Calabrini Liberato, Caregnato Pasquale, Stentella Lepanto, Vannucci Osvaldo, Urbanetti Paolo, Bonamici Natale e Eroli Gioacchino. Fu eletto sindaco di nuovo Ernesto Trombetta che però si dimise definitivamente a dicembre 1946 e al suo posto fu eletto Liberato Pagliani, detto Evandro.

A parte le vicende del sindaco, la situazione a Magliano si andava normalizzando. Torna anche la luce pubblica per le vie e le piazze e non tanto per agevolare la viabilità notturna, quanto mai per «evitare i molti furti che si verificano durante le ore notturne in quest’ultimo periodo». E dato che “tutti i santi finiscono in gloria”, si ripristinano le feste.

Siccome il fascismo dispose la so­spensione per tutta la durata della guerra delle feste nazionali, dei giorni festivi e delle solennità civili, escluse quelle religiose, il Prefetto, dopo la guerra, concede di celebrare le seguenti festività civili: l’11 febbraio, An­ni­versario della stipulazione del Trattato e del Concordato con la Santa Sede, la Festa del Lavoro del 1° Maggio, il 15 settembre il Genetliaco del Luogotenente del Re­gno e il 12 ottobre Anniversario della scoperta dell’America.

Unica novità: la riscoperta della Festa del Lavoro, che il fascismo aveva soppresso e sostituita con il Natale di Roma del 21 aprile. Infine, la festa per il Genetliaco del Luogotenente del Regno, confermata prima del Referendum (11 febbraio 1946), viene soppressa non essendoci più il Regno, e viene istituita la Festa della Repubblica del 2 Giugno

2 commenti

  1. Il simbolo della lista di sinistra:
    Falce Martello Stella Libro I scritte in un cerchio e con su scritto: Blocco Repubblicano del Popolo.
    Un caro e fraterno saluto.

  2. Gianfranco Latini 4 Giugno 2020 a 17:10

    SEMPRE ARGOMENTI INTERESSANTI, GRAZIE ASPETTO IL PROSSIMO ARGOMENTO, SALUTI

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