La festa di San Liberatore com’era una volta

«San Liberatu nostru deliberece tu/da quelle brutte fere co’ ‘e corna pellinsù»  che al giorno d’oggi si potrebbe parafrasare con un «San Liberatu nostru deliberece tu/ da quellu bruttu virus… nun ne potemo più!» 

Anche San Liberato, protettore di Magliano, quest’anno è costretto a restare chiuso nella cattedrale. La processione non è possibile a causa del Coronavirus, come è stato per la Madonna di Uliano obbligata a restare nell’abitazione di un confratello. La festa è stata rinviata a data da stabilirsi, per cui non resta, per consolazione, che ricordare le feste di una volta. In particolare quelle che si organizzavano durante lo Stato Pontificio per onorare il Santo Patrono San Liberato e non già San Liberatore anche se sui manifesti è sempre scritto Liberatore.

La prima festa nel 1446

La prima festa e la prima fiera di San Liberatore, che si ricordano fino ad oggi, nella storia di Magliano, risalgono al 1446: in quel tempo il 15 maggio si celebrava la festa e dal 16 al 24 maggio si svolgeva la fiera. Inoltre dagli Statuti di Magliano del 1594 si ha notizia che si festeggiasse San Liberato e non San Liberatore, con la conferma che la fiera durava ben otto giorni e che, chi commetteva gravi reati nel giorno dell’anniversario del Santo, sarebbe stato condannato al doppio della pena.

In una mostra intitolata I manifesti raccontano del lontano 1997, nella sala consiliare furono esposti una serie di antichi manifesti abbastanza interessanti. Da questi si conosce come i maglianesi festeggiassero il Santo Patrono, San Liberato o Liberatore, nei manifesti dello Stato Pontificio. 

Nel 1792 si festeggiò a ottobre

Nel 1792 eccezionalmente la festa e la fiera non si svolsero nel mese di maggio, come la tradizione avrebbe voluto, infatti, in un manifesto, definito “Notificazione”, si legge: il «Popolo della Città di Magliano in Sabina, mosso dalla devozione, che ha per il suo Protettore S. Liberatore Vescovo, e Martire, ha risoluto celebrarne la Festa il di 26 del corrente Ottobre. Per onorarlo e godere di ciò che vi sarà di dilettevole, il giorno 25 ottobre i primi Vesperi saranno allietati da musiche eseguite da insigni Professori»; il giorno dopo stessa musica, stessi professori però durante il pontificale celebrato dall’eminentissimo cardinale Alessandro Mattei (1744-1820). Nel pomeriggio, dopo una solenne processione, avrà luogo la corsa di cavalli mentre la sera grande illuminazione, fuochi artificiali e recita. Nella mattinata del giorno 27 entreranno in scena gli animali: al mattino Lotta di Cavalli, definita anche Corsa all’anello, nel pomeriggio «Steccato di Tori, e Vaccine col premio di scudi Dieci per la Bestia migliore, e Scudi Due al Cane più valoroso». Lo steccato era un recinto dentro il quale i cani addestrati tentavano di immobilizzare i buoi azzannando loro la radice dell’orecchio, mentre i buoi li respingevano a cornate. Al calare della sera, è scritto nel programma, sarà innalzato un globo aerostatico. Inoltre il manifesto dice che durante i tre giorni una scelta banda musicale allieterà la festa e gli spari dei mortaletti echeggeranno la mattina e la sera. 

Anche nel 1833 il programma della festa non si discostò molto da quello della fine del 1700, comunque nella lotta dentro lo Steccato i cani, si segnala, dovranno combattere contro le bestie Vaccine e non già più contro tori e maglioni (tori dell’età fra gli otto e nove anni a cui viene praticato l’acciaccamento del cordone testicolare per la castrazione). Il cardinale che officia è monsignor Carlo Odescalchi (1785-1841), e la festa ritorna a scadere il 15 maggio.

Nell’anno successivo non è più in programma la lotta dello Steccato ma continuano le corse di cavalli col fantino sia la mattina sia il pomeriggio a Fuori Porta Sabina. Questa volta c’è la Patria banda musicale ad interpretare variate Sinfonie. I soliti fuochi artificiali, il solito globo aerostatico, con una novità: nella Piazza comunale si estrarrà una Tombola i cui premi, escluse le tasse che andranno al Governo, verranno distribuiti a vantaggio del vincitore, e saranno fissati dalla Deputazione cioè dal Comitato dei festeggiamenti. 

Nel 1842 festa e nuovo cardinale

La festa del Patrono del 15 maggio 1842 viene a coincidere con l’arrivo a Magliano della presa di possesso della titolarità della Diocesi di Sabina «del magnanimo, ed ottimo Principe L. Emo, e Rmo Sig. Cardinal Luigi Lambruschini (1842-1847) Segretario di Stato di N. S. Papa Gregorio XVI». Si esorta, quindi, la popolazione a dimostrare la più viva riconoscenza; e poiché è la prima volta che il cardinale entra nelle mura delle città, e la festa si deve solennizzare con tutta pompa il giorno 15 maggio, giorno sacro al suo glorioso Patrono. Questa esortazione rivolta ai maglianesi è il preambolo di un programma piuttosto nutrito e raffinato.

Premesso che tutto avverrà secondo la comune consuetudine, ma per concorrere a render la festa nobile e decorosa, il maestro Carlo Clementi ha composto un scelta Musica Vocale, ed Istrumentale, che sarà diretta da Luigi Luzi Gradassi primo Violino della Cappella di Terni, che eseguirà «i primi, ed i secondi Vesperi non che la messa solenne pontificata dal prelodato emenentissimo vescovo da cui infine si compartirà la papale benedizione».

Anche la processione, che sarà Solenne, verrà decorata dalla Milizia in vago ordine disposta.

Non mancheranno i fuochi artificiali e un globo aerostatico di non ordinaria forma opera di valente Artista. Il premio per il vincitore della nobile Carriera dell’anello sarà una posata d’argento; le solite corse e lotte dei cavalli, però sono cancellate le lotte di tori e maglioni con i cani. Si ricorda che la fiera durava sempre otto giorni. 

Nell’anno successivo (1843) la festa avvenne in tono minore, benché la Città di Magliano fosse onorata dalla presenza degli eminentissimi cardinali Lambruschini, «nostro amatissimo Vescovo, e Giovanni Serafini, nostro ossequiatissimo Concittadino*». Il 15 maggio fu celebrata la Santa Messa nella Sagrosanta Basilica Cattedrale da parte dell’Eminentissimo Pastore, e la processione attraversò le vie di Magliano con la macchina del Santo Protettore. La mattina seguente, alle ore 14** (rispondenti alle 8 del mattino), l’immancabile Nobile Carriera dell’Anello a seconda delle antiche regole, nel pomeriggio, alle ore 22** (rispondenti alle 16 pomeridiane), Corsa di Cavalli fuori di Porta Sabina. Ancora nel terzo giorno (17 maggio) di mattina nell’interno della Città si svolse la Lotta di Cavalli con fantino. L’innalzamento del solito globo aerostatico di elegante forma, un copioso sparo di Mortari, la tombola, le musiche con variate e scelte Sinfonie della Banda Musicale, le Serali Illuminazioni e ancora altri fuochi artificiali, chiudevano la festa… ma non la fiera che durava ancora per un altro giorno. 

* Il cardinale Giovanni Serafini nacque a Magliano Sabina il 15 ottobre 1786 di famiglia nobile maglianese. Fu Delegato apostolico di Frosinone (1829-1830), Prefetto della Congregazione delle Acque e delle Strade e Cardinale Diacono di Santa Maria in Cosmedin. Morì a Roma il 27 gennaio 1855.

** Nello Stato Pontificio (prima metà del secolo XIX) il tempo giornaliero si misurava partendo dall’una di notte; ne consegue che le odierne ore 6 del mattino rispondevano alle ore 12. Ecco perché le ore 14 rispondono alle ore 8 del mattino e le ore 22 alle ore 16 del pomeriggio.

1 commento

  1. Gianfranco Latini 13 Maggio 2020 a 17:15

    GRAZIE MOLTO INTERESSANTE ASPETTO IL PROSSIMO RACCONTO SALUTI

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