La scuola pubblica femminile a Magliano nello Stato Pontificio

Prima del 1800 non si era mai provveduto a Magliano all’istituzione di una scuola pubblica riservata alle donne. Un primo tentativo si fa risalire al tempo dell’occupazione napoleonica, ma sarà necessario attendere il 5 marzo 1828, quando Leone XII, approvò un decreto della Sagra Congregazione degli Studi che esortava i vescovi, in concerto con le magistrature, di assumere nei comuni delle loro diocesi un numero sufficiente di Maestre Pie per l’istruzione delle fanciulle. Si era maturata la convinzione che «Anche le donne devono richiamare l’attenzione di chi presiede alla Cosa pubblica. L’educazione, e l’istruzione delle medesime non deve trasandarsi, risultando da queste una savia e religiosa condotta che può costituire, e l’onesta Zitella e la buona Madre di Famiglia. Le Maestre Pie d’Istituto sono quelle che devono chiamarsi per regolarle tanto nella pietà che nell’Istruzione».

Il Comune di Magliano, quindi, assunse due Maestre Pie (13 luglio 1828), «a tutto vantaggio dell’educazione della Gioventù», che però non ebbero l’approvazione della popolazione, tanto che «i Padri di Famiglia non sono contenti dalla condotta delle Maestre Pie, giacché le Figlie non profittano affatto nei Lavori, non avendo le Maestre buona maniera sull’insegnare» (15 gennaio 1837).

Allora gli amministratori suggerirono al cardinale Giacomo Brignole di sostituirle in quanto la città di Magliano gradirebbe assaissimo che le Maestre Pie venissero addirittura rimpiazzate dalle monache clarisse del Monastero di Santa Croce, una soluzione impossibile in quanto esse erano dedite alla vita contemplativa e non potevano occuparsi dell’istruzione.

Il cardinale Brignole
Il cardinale Brignole

A questo punto, invece, il cardinale Giacomo Brignole fece restaurare l’ex Convento della Madonna delle Grazie dal momento che: «… era così mal ridotto, che piuttosto poteva chiamarsi ricovero d’insetti che abitazione di Religiose e ricettacolo di Ragazze per essere istruite», monastero che era rimasto abbandonato dall’epoca napoleonica (1808-1814). Finiti i restauri il cardinale chiamò le suore del Monte Calvario, dette Brignoline dal nome del cardinale, per sostituire le Maestre Pie.

Esse giunsero a Magliano il 21 febbraio 1852, e subito l’Eminentissimo cardinale vescovo, la madre superiora delle Brignoline, Niccola Fabrizi Sebastiani in rappresentanza del comune, alla presenza dal canonico Francesco Bellucci, tutti componenti la commissione, incaricarono le suore del Monte Calvario sia per l’insegnamento nella scuola pubblica femminile, sia per la custodia del convento e della chiesa. L’Istituto delle suore percepirà 130 scudi divisi in rate mensili e si provvederà alla biancheria necessaria per il numero di quattro suore. La superiora delle suore sarà obbligata a tenere in Magliano non meno di tre suore per insegnare alle ragazze del comune tutti i giorni, escluse le feste ed il sabato, come poi sarà stabilito dall’accordo fra il comune e il vescovo. Infine, Sua Eminenza obbligò le religiose ad insegnare nei giorni di festa la dottrina cristiana non solo alle ragazze, ma a tutte le donne delle quattro parrocchie di Magliano «col metodo, che verrà loro prescritto dal medesimo E.mo Vescovo».

Il Convento della Madonna delle Grazie
Il Convento della Madonna delle Grazie

Le suore Brignoline, per il buon andamento della scuola, stabiliscono alcune regole: saranno accettate soltanto le bambine superiori ai cinque anni e coloro che la frequenteranno, dovranno andare decentemente vestite e dovranno stare in silenzio con saggezza e compostezza, e soprattutto essere obbedienti a qualunque ordine delle maestre. Queste ammoniranno le alunne che avranno commesso qualche mancanza ed anche castigarle; se poi «fossero restie alle ammonizioni ed ai castighi ne faranno relazione a Monsig(nore) Vicario Generale ed al Sig. Gonfaloniere», e se persisteranno, saranno espulse.

La scuola sarà aperta tutti i giorni stabiliti, escluso durante «le solite vacanze autunnali e le altre di Natale e della Pasqua, del Carnevale, i giorni Festivi ed il Sabato». L’inizio delle lezioni è fissato «alle ore quattro (nove del mattino, ora italiana) prima del mezzo giorno, e finirà un’ora prima del medesimo»; dopopranzo la scuola avrà inizio alle ore 20 (alle 15 del pomeriggio, ora italiana) e terminerà alle ore 23 (alle18 della sera, ora italiana).

Per la prima mezz’ora la porta d’ingresso resterà aperta, di modo che le ragazze abbiano comodo di entrare; dopo mezz’ora, non sarà più permesso l’ingresso a nessuno. Una volta entrate non potranno più uscire fino al termine delle lezioni. Nessuno potrà ritirare le ragazze durante la scuola ad eccezione dell’autorità ecclesiastica, del gonfaloniere e del governatore, che possono entrare nelle aule nelle ore destinate all’istruzione.

Le lezioni riguarderanno, tanto la mattina che la sera, per primo l’insegnamento della dottrina cristiana, quindi quello di «fare le Calze, cucire, ed altri lavori Donneschi». Non si potrà però insegnare il ricamo od altro qualunque lavoro di ornamento «a quelle Ragazze che prima non abbiano bene imparato a fare le Calze e cucire». Si insegnerà a leggere, «ad anche a taluna, che lo desiderasse e che ne sarà capace, a scrivere». Una mezz’ora si impiegherà ad esercitare le ragazze a leggere e scrivere, e il tempo rimanente dedicarlo al lavoro manuale. «In questo mentre si reciterà il S. Rosario colle Litanie della B(eata) Vergine».

Nella chiusura finale vanno segnalate alcune raccomandazioni: 1° – «Ogni Ragazza dovrà condursi alla Scuola provvista di Sedia di libri carta penne calamajo e di tutti gli oggetti necessarj al lavoro manuale»; 2° – «Non sarà lecito ad alcuna delle Scolare portare nell’Inverno lo Scaldino, onde non avvenga qualche disordine, e perché le Maestre non siano obbligate a sorvegliarle e perdere così inutilmente il tempo».

1 commento

  1. Gianfranco Latini 23 Giugno 2020 a 17:46

    GRAZIE, ANCHE QUESTO RACCONTO E’STATO MOLTO INTERESSANTE, AL PROSSIMO RACCONTO SALUTI

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