Madonna di Uliano, niente festa: è la prima volta

La processione della Madonna di Uliano del Lunedì di Pasqua (qui sopra in una foto di Lorenzo Ballanti) dalla chiesa di San Pietro alla Madonna Grande, e da qui al Santuario di Colle Sala, non ha avuto luogo. Le venerande e venerate immagini della statuina della Madonna di Uliano e dello stendardo a causa dell’epidemia sono rimaste custodite nelle case delle due famiglie uscite dall’ultima estrazione, sia in centro che nelle campagne. Nessuna festa a Magliano, né celebrazioni con il “popolo” dei fedeli. Alla Madonna sono state riservate le preghiere che le famiglie usualmente le rivolgono. L’estrazione dei festaroli per il prossimo anno avverrà non appena sarà possibile: le limitazioni contro il coronavirus ad oggi non lo permettono.

Il fatto assume la valenza di un evento, dal momento che nel passato, a memoria d’uomo, mai si verificò una “mancanza” così grave per la comunità maglianese.

Non fu fermata neanche dalla Guerra mondiale

La tradizionale immagine della Madonna di Uliano

«Neanche al tempo della Seconda guerra mondiale la processione venne a mancare, anzi, mai ci fu tanto concorso di popolo che partecipò proprio per chiedere aiuto alla Madonna di Uliano, perché proteggesse coloro che erano sotto le armi» ricorda Morino Massoli, allora diciottenne.

«Era l’anno 1944, per la precisione il 10 aprile, “Lunedì dell’Angelo” – prosegue Morino – fui svegliato dallo scoppio dei mortaretti e dal suono delle campane. Come musicante, suonavo il sassofono, con la banda percorsi le vie di Magliano e giunsi in piazza San Pietro. Finita la messa, furono distribuite le ciambelle, quindi prese il via la processione. Giungemmo a Madonna Grande: qui ad aspettare c’erano le bancarelle schierate lungo la strada piene di frutta secca (mosciarelle, fichi secchi ed altro), merangole, arance, cedri, palloni gonfiati e gingilli per bambini; qui c’era anche il carro agricolo (barrozza) pronto per trasportare la statuina della Madonna e lo stendardo al Santuario, che allora era a Chiorano e non a Colle Sala, come oggi».

«La statuina e lo stendardo – conclude Massoli – furono messi sul carro insieme agli strumenti musicali più pesanti, mentre noi musicanti con quelli più leggeri, insieme a tutti i fedeli, a piedi per viottoli di campagna, oltre le colline, saltando alcuni fossi, giungemmo al Santuario. Dopo la messa, celebrata dal parroco don Guido Trombetta, e l’estrazione dei “festaroli”, la sera ritornammo a piedi a Magliano».

Quindi la processione ci fu, nonostante che il pericolo fosse nell’aria: bombardamenti e mitragliamenti sul territorio di Magliano iniziarono a gennaio 1944.

Una devozione che potrebbe essere riscoperta

Oggi, invece, il coronavirus lo ha impedito, e assistiamo impotenti in attesa di tempi migliori, che verranno, per ritrovare non soltanto la tradizione ma soprattutto un desiderio più profondo di devozione. A tal proposito è significativo il ricordo rimasto a Mario D’Ubaldo, erede di una famiglia che nel passato ha mantenuto viva la tradizione della Confraternita. Mario racconta che quando era bambino spesso la sera vedeva arrivare nella casa persone che venivano ad offrire ex voto (catenine, anelli, crocifissi, medagliette d’oro e altro) per grazia ricevuta dalla Madonna di Uliano. Con il passare degli anni questa consuetudine, ricorda Mario, andò man mano scemando fino a scomparire. Chissà se il futuro ci riserverà qualche sorpresa?   

1 commento

  1. L’esposizione della madonna di Uliano l’ho trovata molto interessante anche perché pur sapendo la storia evidentemente qualcosa mi era sfuggito, grazie.

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